Perché corro (di Luca Turati)

Li sentivo parlare spesso dei loro allenamenti e mi dicevo: “dai, cosa vuoi che sia, dicono che vanno a correre ma poi vedrai che sarà la solita scusa per uscire di casa”…
 

Li vedevo spesso alle prese con riviste e siti dedicati al mondo misterioso dei “runners” e mi dicevo: “dai, è la solita fola di Bobo e Bruno per le cose un poco fighette e di tendenza”…
Poi, un giorno d’estate, ho visto una coppia – pure anzianotta – salire di corsa la strada verso casa mia in Grecia e mi sono detto: “dai, sono fanatici, questi scoppiano presto” (sono poi scoppiato io dall’invidia quando mi hanno chiesto la colazione tutti sudati ma felici!!!).
Così una sera di fine inverno ho chiesto a Bobo e Bruno di prendermi con loro e  unirmi ai loro allenamenti .
Di lì è partito un “mondo nuovo”: che piova, faccia freddo, ci sia il sole, noi si corre.
Seguendo (chi più chi meno…) il programma di “coach Bobo” si prova ad aumentare distanza e a diminuire i tempi…
Bene, devo dire che è a volte una “fatica porca” e se non ci fossero loro non credo che avrei la forza, dopo una giornata di simpatico lavoro, di vestirmi con una tutina aderente e correre come un fesso in un parco poco illuminato…
Ma vuoi mettere la gioia di riuscire poi la domenica a fare 14 km in mezzo alle colline bolognesi, su strade e sentieri che facevi fatica a fare con la vespa tanto erano pesi ?
La testa ti si svuota, senti che il tuo passo diventa ogni tanto più leggero, capisci che stai facendo una cosa insieme “antica” ma ogni volta nuova.
Ci si muoveva così un tempo, così si muovono la maggior parte dei “grandi” che corrono le maratone di mezzo mondo (etiopi, kenioti, gente che non gli daresti un soldo quando li vedi).
E poi le persone – anziani, giovani, donne, bimbi – che la domenica all’alba incontri per una camminata/gara podistica: quale altra attività sportiva è capace di creare un simile miracolo ?
La corsa è realmente “democratica”…
Così come la fatica …

Una risposta a “Perché corro (di Luca Turati)”

  1. La democrazia si basa sulla convinzione che nella gente comune ci sono possibilità non comuni. speriamo

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