Lettera di un padre

di seguito una delle tante mail scambiate tra me e mio padre… Argomento le difficoltà di gestione della badanti per mia madre, la mia irriconoscenza, i figli, i conigli…

(io): Mi spiace non ci intendiamo.

(lui): Lo penso anch’io. Abbiamo due frame di riferimento diversi.

Lei non vuole certo esprimersi chiaramente. Ha vissuto di questa tua e mia ingenuità da sempre. Giocando con parole non chiare. Nemmeno con me lo sarebbe, per quello ti dico che è una pura illusione.

Sarebbe stato da provare, magari formalizzando con parole chiare. Gli uomini hanno inventato le formalità per fissare le cose.

Infine sui miei figli. Continui a fare riferimento al fatto che sarei un figlio irriconoscente e che ti auguri che i miei siano diversi.

Non chiedo la riconoscenza da te, non sono stato un padre perfetto, anche se mi piaceva comparti moto o macchine per farti felice (e tu sempre mi ripetevi la stessa frase ‘sono felice’ che mi riempiva di gioia). Forse l’unica cosa comunque che mi è costata è stato il fatto che non mi sono separato da tua madre proprio per te. E mi sono preso la mia responsabilità al riguardo al costo del tipo di vita che avrei potuto vivere.

Ebbene vorrei francamente che la smettessi. L’hai espresso più volte.

Allora ci siamo capiti.

E arriviamo alla questione “testimone”, forse sei tu a non aver letto bene. Io non ho parlato solo di testimone davanti ad un giudice ma anche testimone delle vostre discussioni. Per le quali non voglio essere messo in mezzo. La questione ribadisco è di lavoro tra voi.

Ecco che cosa ti auguro: che di fronte a serie difficoltà di vario genere come le attuali per me non scappino o voltino le spalle come stai facendo tu.

Non riuscite a comunicare? Lei è stronza? Liberatene!

Ma allora proprio non capisci che nelle condizioni che servono a tua madre non se ne trovano. E se vuoi saperlo, l’ultima versione al momento è che l’ho già cacciata a parole e ha detto che dopo l’estate non torna qui.

Chi è l’altro coniglio?

Il coraggio è una dote innata, non te la prendere.

 

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